Legge marsala doc - Decreti e atti ministeriale e normativi

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Legge sul marsala doc - Decreti e atti normativi

Il primo atto normativo della storia del Marsala risale al 15 ottobre 1931 quando un decreto ministeriale firmato da Acerbo, ministro per l'agricoltura e le foreste, e da Bottai, ministro per le corporazioni, accoglieva le richieste di 31 produttori locali che pochi mesi prima si erano riuniti in un Consorzio per la tutela del vino Marsala.

Il decreto sulla “ Delimitazione del territorio di produzione del vino tipico Marsala ” stabiliva quali dovevano essere le zone di produzione del Marsala limitandole alla provincia di Trapani, escluse le isole, alla parte occidentale della provincia di Palermo e alla parte a nord-ovest della provincia di Agrigento.

Nel 1949 l 'Assemblea Regionale Siciliana propose al Parlamento un disegno di legge che focalizzava la sua attenzione sulle “ Norme relative al territorio di produzione e alle caratteristiche dei vini tipici denominati Marsala ”.

La proposta venne approvata e la legge n.1069 del 4 novembre 1950, mentre lasciava inalterati i limiti territoriali, stabiliva che i livelli minimi di gradazione non dovessero essere inferiori al 17% di alcool per distillazione e il contenuto zuccherino non inferiore al 5%.

Poteva essere indicato come Marsala solo quel vino che rispondeva a specifiche caratteristiche di colore, sapore e invecchiamento e che fosse ottenuto mediante l'uso di uve bianche pregiate prodotte nella zona ( Catarratto, Grillo, Inzolia ) con l'aggiunta di mosto cotto, sifone o alcool.

In più, si autorizzava la produzione dei Marsala speciali: Marsala uovo, Marsala crema, Marsala mandorla, Marsala nocciola.

Il 20 ottobre 1961 venne approvato il decreto n.1644 di approvazione del regolamento per l'esecuzione della legge del 1950.

Il 2 aprile 1969 veniva emanato il decreto contenente il “ Riconoscimento della denominazione di origine controllata del vino Marsala ” insieme al relativo Disciplinare di produzione.

In questo modo, venivano precisate le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti. La resa dell'uva era fissata ad un limite massimo di 100 quintali per ettaro di vigneto specializzato. Le uve destinate alla vinificazione dovevano inoltre assicurare al mosto e al vino una gradazione alcolica naturale minima di 12 °.

La legge n.851 del 28 novembre 1984 , insieme al disciplinare di produzione dell' 11 novembre 1986, rappresenta un ulteriore passo avanti a difesa delle peculiarità e del valore del Marsala.

La “ Nuova disciplina del vino Marsala ”, da un lato, procede ad un svecchiamento dello stesso per adattarlo all'evoluzione dei gusti e, contemporaneamente, si preoccupa del recupero delle tradizioni che gli sono proprie e che lo rendono unico:

•  Il punto focale concerne un'ulteriore riduzione del territorio adibito alla produzione e all'imbottigliamento del Marsala che viene ridotto alla sola provincia di Trapani, con esclusione del comune di Alcamo e delle isole di Pantelleria e Favignana.

•  Da questo momento in poi non potranno più essere prodotti i vari Marsala speciali , ad eccezione del Marsala all'uovo che continuerà ad esistere sotto il nome di Cremovo. Quest'ultimo dovrà comunque contenere vino Marsala per una percentuale non inferiore all'80% e sarà sottoposto ad un invecchiamento minimo di 4 mesi.

•  Nuove regole per il Marsala fine : avrà bisogno di un invecchiamento minimo di un anno e, per le varietà oro e rubino, è introdotto il divieto di usare il mosto cotto. Un più largo uso del sifone dona al Marsala un gusto più leggero e più giovane.

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